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A tavola....con l'etichetta

di Maurizio Marna

 

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In Italia la tutela dei prodotti tipici alimentari non è recentissima, anzi. Ha dovuto affrontare difficili battaglie legislative e giudiziarie, scontri ideologici, le immancabili contraffazioni purtroppo ancora diffuse. I marchi di tutela sono stati creati per difendere e garantire prodotti agroalimentari, sotto il profilo sia qualitativo sia territoriale, una volta che il prodotto stesso ottenga, nel corso del tempo, ampio riscontro commerciale a causa di specifiche caratteristiche. La qualità legata al territorio, le particolari lavorazioni connesse alla produzione: ecco gli indispensabili presupposti del marchio di tutela.

Il consumatore vede soddisfatta, leggendo l'etichetta "prodotto tipico...", la sua esigenza di comprare alimenti con determinati requisiti poiché reputa veritiere le informazioni riportate sulla loro provenienza, genuinità, salubrità. D'altro canto le aziende produttrici, situate in precise aree geografiche, possono partire sul medesimo piano concorrenziale ed operare senza l'assillo di svantaggiosi handicap iniziali quando, sopra le proprie confezioni, viene apposta una tale etichetta. La normativa UE, mediante i regolamenti 510/2006 e 1898/2006, quest'ultimo applicativo, permette la registrazione, a livello comunitario, dei marchi di tutela nazionali e così i rispettivi beni agroalimentari conseguono, dal punto di vista giuridico, una protezione a 360° nei territori di ogni stato membro.
Ovviamente non dimentichiamo i marchi BIO, i quali certificano la sostenibilità ambientale dei prodotti distribuiti e subiscono numerose procedure di controllo attraverso il costante intervento di enti certificatori: i vari governi europei gli riconoscono l'autorizzazione a sovrintendere il comparto biologico e ne hanno armonizzato, per evitare una 'babele' di procedure, i criteri di sorveglianza.

Scorriamo, adesso, l'elenco dei marchi di tutela alimentare

DOP

La Denominazione di Origine Protetta salvaguarda il rapporto imprescindibile di alcuni cibi con il luogo di produzione ed è un legame che interessa gli aspetti ambientali, le tradizioni, i metodi di lavorazione del prodotto. L'opificio DOP deve attenersi a rigide regole fissate nel disciplinare di produzione, al cui rispetto è designato un idoneo organismo di controllo.

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IGP

L'Indicazione Geografica Protetta comprende quegli agroalimenti strettamente connessi ad una specifica origine geografica, dove si svolga almeno una delle fasi di produzione, lavorazione, elaborazione; anche qui vige il disciplinare di produzione e la sorveglianza da parte di un apposito organismo di controllo.

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STG

Specialità Tradizionale Garantita è il marchio di qualità attribuito per dare rilievo al carattere tradizionale di certi alimenti, derivati da particolari ingredienti o lavorazioni; obbligatoria è la conformità ad un disciplinare produttivo così come la vigilanza di un organismo di controllo.

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DOC

La Denominazione di Origine Controllata, marchio italiano d'origine, viene riconosciuta, in ambito enologico, per certificare una circoscritta zona di coltivazione, raccolta, produzione vitivinicole il cui risultato finale sono rinomate bottiglie di vino ad alto livello qualitativo: il loro pregio è connesso alla localizzazione naturale delle uve e alla peculiare lavorazione delle stesse; i vini DOC devono poi subire un'analisi chimico-fisica ed un esame organolettico, durante la fase produttiva, per attestarne la rispondenza al disciplinare approvato da un decreto ministeriale: è una condicio sine qua non propedeutica alla successiva commercializzazione.

ATTENZIONE! La DOC fa parte ora della classificazione UE DOP

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DOCG

Denominazione di Origine Controllata e Garantita è un marchio che contraddistingue una ben precisa località d'origine, sede produttiva solo di quel vino, comunque delimitata fino a ricomprendere un comune, una frazione, addirittura una vigna. Tale zona è quindi un'area ristretta, magari porzione di territorio già adibito alla coltivazione/ produzione DOC, e da questo lembo di terra nasce appunto il vino DOCG oppure il marchio può essere una denominazione di pregio, ad esempio il termine Superiore. Le regole dei disciplinari DOCG seguono lo schema messo in pratica nei disciplinari DOC ma i parametri ai quali adempiere sono più rigidi: infatti la designazione DOCG si concede, esclusivamente, a vini che siano DOC da non meno di cinque anni; essi devono sostenere un duplice esame, il secondo durante l'imbottigliamento, mentre sull'etichetta occorre indicare l'annata di produzione tranne i vini 'bollicine' (vuol dire frizzanti, a perlage=effervescenza) .

ATTENZIONE! La DOCG fa parte ora della classificazione UE DOP

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IGT

L'Indicazione Geografica Tipica si riferisce a vini prodotti, generalmente, in zone di ampia estensione territoriale (regione, distretto provinciale) e comunque produzioni soggette a determinati requisiti senza, però, le restrizioni concernenti i vini DOC . L'IGT rappresenta l'iniziale punto di separazione fra vini con indicazioni e vini sprovvisti di esse, potendo riportare i primi la descrizione del colore, i vitigni utilizzati, l'annata di raccolta uve. A volte la denominazione IGT è frutto sia di scelte commerciali sia dell'inidoneità a osservare i disciplinari DOC e DOCG, causa le colture vitivinicole o il metodo produttivo impiegati.


ATTENZIONE! L'IGT fa parte ora della classificazione UE IGP

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QC

Il marchio Qualità Controllata, registrato dalla Regione Emilia Romagna, ".... è concesso alle imprese che decidono di produrre e allevare con tecniche di produzione integrata, rispettose della salute dell'uomo e dell'ambiente......a imprese di produzione, di trasformazione e commercializzazione che si impegnano a rispettare appositi disciplinari di produzione in grado di garantire la qualità del prodotto dalla coltivazione al consumo finale lungo tutta la filiera. Il sistema di controllo è affidato ad organismi accreditati che hanno il compito di verificare la corretta applicazione dei disciplinari. I prodotti QC possono beneficiari degli aiuti previsti per la produzione integrata ed i prodotti di qualità (biologico, Dop, Igp, Stg). L'elenco dei concessionari viene aggiornato annualmente dalla Regione Emilia-Romagna." Fonte http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/qualita/marchio-qc

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De.C.O.

Denominazione Comunale di Origine è l'etichetta assegnata da un'amministrazione comunale con l'obbiettivo di identificare, tutelare, promuovere eccellenze agroalimentari, assieme all'artigianato, entrambi situati entro i confini municipali. Lo stesso comune si impegna ad effettuare opera di marketing e a certificarli, secondo un disciplinare produttivo ed un regolamento locale inerente il marchio. Naturalmente, vista la competenza comunale, i simboli dovranno essere differenti per ogni municipio e successivamente andranno depositati nelle singole Camere di Commercio, a ciò accompagnandosi i futuri controlli ispettivi del Sincert (l'ente certificatore).

ECCO ESEMPI DI MARCHI TRATTI DALLE PAGINE DI GOOGLE IMMAGINI


Il marchio BIO della UE

Mediante questo logo viene assicurata l'origine BIO di alimenti e bevande: "....indica che i produttori di alimenti - e gli agricoltori da cui acquistano gli ingredienti - rispettano le rigorose norme applicabili nell'UE per gli alimenti e le bevande biologici. Le norme.... mirano a valorizzare il settore dell'agricoltura biologica dell'UE, la cura della terra, la biodiversità e gli standard elevati di protezione degli animali......Quando utilizzano il logo biologico UE, i produttori devono inoltre indicare sull'etichetta il numero di riferimento dell'autorità di certificazione e il nome dell'ultimo operatore - produttore, trasformatore o distributore - che ha maneggiato il prodotto. I marchi nazionali di certificazione biologica possono essere usati insieme al logo dell'UE. Il logo resta facoltativo per i prodotti non confezionati e quelli importati. Le norme in materia di agricoltura biologica e le autorità di certificazione di altri paesi devono essere stati riconosciuti come equivalenti agli standard dell'UE perché i prodotti biologici di tali paesi possano essere importati in Europa." Fonte http://ec.europa.eu/news/agriculture/120704_it.htm

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Dolphin Safe

Il marchio riguarda il tonno pescato, attestando che la sua cattura si è svolta mediante sistemi pesca inoffensivi per la vita dei delfini. L'origine risale al Programma internazionale di conservazione dei delfini (International Dolphin Conservation Program - IDCP), vigente dal Febbraio 1999, su impulso di 15 paesi del Centro America, Stati Uniti, UE. Essi sono vincolati all'osservanza dell'IDCP quando la pesca abbia luogo nel Pacifico Orientale, dove vive circa il 30% del tonno pinna gialla e molti delfini finiscono imprigionati nelle stesse reti. Le regole del Programma internazionale per la conservazione dei delfini denotano estremo rigore in ciascuna delle fasi di pesca - lo scopo è liberare senza danni i delfini catturati e monitorare, passo dopo passo, la ricerca/cattura del tonno - mentre le nazioni sottoscrittrici il Piano sono responsabili della tracciabilità del pescato.

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 Friend of the Sea

L'etichetta Friend of the Sea è un' attestato internazionale relativo a prodotti ittici, che ne certifica la provenienza da attività di pesca e allevamento sostenibili. Di conseguenza l'origine del pescato viene verificata, controllata, certificata ECO grazie alla sua positiva integrazione con l'ambiente vedi la cattura dei tonni salvaguardando la vita dei delfini. Ottenere il logo Friend of the Sea, significa aver superato severi protocolli d'esame tutti dediti alla conservazione ambientale. Purtroppo tecnologie sempre più avanzate di pesca hanno profondamente alterato la BIO diversità degli oceani e quasi estinto alcune specie ittiche: l'allarme suscitato si è tradotto nell'esigenza di responsabilizzare l'industria del settore, anche sulla spinta dei consumatori desiderosi di comprare un prodotto sostenibile. Oltre un centinaio di aziende, italiane e straniere, si fregiano del marchio Friend of the Sea a cui circa 60 varietà ittiche sono collegate per lo ECO approvvigionamento.

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 Fairtrade

Si tratta del notissimo marchio di certificazione etica, diffuso a livello mondiale, che supporta il c.d. Commercio Equo e Solidale. E' stato progettato con l'intento di aiutare i produttori dei paesi meno sviluppati a vendere i propri articoli, entro un ambito di trasparenza e correttezza commerciali fissati da Fairtrade International. Il risultato tende ad aumentarne gli standard di vita sotto il profilo economico, sociale, ambientale, mentre il consumatore ha la sicurezza di acquistare un prodotto - alimentare, tessile, d'igiene personale - scevro da sfruttamento umano e delle risorse naturali.

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Non perdetevi l'articolo  Letto, comprato, mangiato

FONTI

http://ec.europa.eu/news/agriculture/110215_it.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Denominazione_di_origine_protetta

http://www.agraria.org/prodottitipici/glossariodop.htm

http://www.imtdoc.it/cms/vini.php?id_testo=134693594285937

 

BIBLIOGRAFIA

Aldo Fittante - Nino Ferrelli, Il marchio per la tutela e la valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari italiani - Il panorama dei finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, Edagricole-Calderini, 2010

Filippo Arfini, Giovanni Belletti, Andrea Marescotti, Prodotti tipici e denominazioni geografiche. Strumenti di Tutela e valorizzazione scaricabile on line  > http://www.gruppo2013.it/working-paper/Documents/Prodotti%20tipici%20e%20denominazioni%20geografiche.pdf