in questo sito vengono usati i cookies navigandonel sito accetti.

Soia-astuzia, arma segreta contro i predatori

di IlReE'Nudo

fito soybeans intro

Non tutti sanno che la soia fa parte di un nutrito gruppo di piante fitoestrogeniche che, se ingerite, spalmate sulla pelle perché presenti in prodotti di cura personale o inalate, come la marijuana, sviluppano un'azione sull'organismo umano analoga a quella degli ormoni sessuali femminili. Mentre le virtù della soia sono incessantemente decantate, questo aspetto, per nulla insignificante, è universalmente ignorato. Secondo alcuni autori, si tratta di una strategia difensiva utilizzata dalle piante per eliminare i loro predatori, siano essi bovini al pascolo o...consumatori ignari.

I fitoestrogeni sono un gruppo di composti vegetali presenti in natura che possiedono una struttura chimica simile a quella dell'ormone sessuale femminile estradiolo e che hanno, pertanto, la capacità di provocare sull'organismo degli effetti estrogenici e/o antiestrogenici, alterando l'equilibrio ormonale di ogni organismo che li ingerisce. E' davvero curioso come la nostra società stia abbracciando entusiasticamente il consumo di questi alimenti e invece, fondatamente, respingendo i perturbatori endocrini di sintesi (Ftalati e Bisfenolo A o BPA, ecc.) che del pari alterano l'equilibrio ormonale.

Ai vegetali fitoestrogenici, in particolare alla soia, "viene attribuita una litania di benefici per la salute, fra cui un minor rischio di ammalarsi di osteoporosi, di malattie cardiache e cancro alla mammella". Ma è davvero la soia la panacea per ogni male? Con questo articolo, esploreremo tutte le sfaccettature del complesso caleidoscopio fitoestrogeni per imparare ad attingerne al meglio le risorse ed evitarne le insidie.

alfaalfa sproutsComposti fitoestrogenici sono, in piccole dosi, molto diffusi negli alimenti: dalle spezie (aglio e prezzemolo), ai cereali integrali (grano e riso) verdure come i fagioli, le carote e le patate e frutti come i datteri, le melagrane, le cicliege e le mele e bibite come il caffè. I vegetali ormono-mimici più potenti sono i semi di lino e la soia (semi, tofu, germogli e latte) e, in misura minore, l'aglio, i semi di sesamo, quelli di girasole e vari tipi di noci e legumi. I composti principali sono i lignani, componenti delle pareti cellulari della pianta e presenti in molti alimenti ricchi di fibra come le bacche, i semi (specialmente quelli di lino), i cereali, le noci e i frutti, nonché composti fenolici come gli isoflavoni e i cumestani, di cui sono ricche le bacche, i cereali, il vino, le noci e, in particolare, i semi di soia e i legumi.

Dalla loro capacità di alterare gli equilibri ormonali naturali dell'organismo possono scaturire, però, anche esiti avversi che sono stati scoperti per la prima volta negli anni '40 in Australia dopo che diversi greggi del sud del paese erano stati colpiti da inesplicabili epidemie d'infertilità: gli agnelli nascevano senza vita causando, sovente, anche la morte materna. I detective scientifici governativi scoprirono, con loro grande sorpresa, che il responsabile della bancarotta in cui stavano incorrendo i poveri allevatori era una minuscola quanto delicata piantina, nativa delle regioni mediterranee, recentemente introdotta nei pascoli delle preziose pecore merino della zona di Perth, il trifoglio.

fito1 carrots

La vicenda viene descritta con dovizia di particolari in "Our Stolen Future di Theo Colborn": "Oggigiorno i ricercatori hanno trovato sostanze estrogeniche in almeno 300 piante di oltre sedici diverse famiglie vegetali. La lista include molti alimenti che nutrono il mondo e alcune delle nostre spezie favorite. Gli ormono-mimici sono appostati nel prezzemolo, nella salvia e nell'aglio; nel grano, nell'avena, nelle segale, nell'orzo, nel riso e nei semi di soia; nelle patate, nelle carote, nei piselli, nei fagioli e nei germogli alfa alfa; nelle mele, nelle ciliegie, nelle prugne e nelle melagrane; e persino nel caffè e nell'whiskey....queste piante sono in grado d'ingannare i recettori degli estrogeni. Se la vicenda del quadrifoglio australiano fosse stato l'unico caso di ormono-mimico naturale documentato dagli annali scientifici, sarebbe stata di poco valore, ma la presenza di sostanze estrogeniche in tante e variegate specie vegetali suggerisce che non fu un avvenimento fortuito".

Secondo alcuni autori si tratterebbe di una strategia difensiva adottata da numerose piante che, non potendo scappare e non essendo munite di spine, veleno o altre armi, eliminano i propri predatori rendendoli sterili. Alcune piante sopprimono gli insetti attraverso il veleno, altre usano gli ormono-mimici. Una prova di ciò è che in momenti stagionali clou come la primavera e, in particolare, nei punti in cui sono state "morse" o spezzate ne producono in maggiori quantità. Ovviamente, se il numero di predatori si estingue, o anche solo diminuisce di numero perché non riesce a riprodursi, la pianta potrà crescere e diffondere la propria specie indisturbata.

LA PIANTA DI MARIJUANA Uno dei ricercatori che più sostiene questa intrigante tesi delle piante che fabbricano contraccettiviMARIJUANA orali e sostanze abortive – fra l'altro, tradizionalmente adottati dai nostri antenati per millenni proprio a questi scopi - è Claudes Hughes del Duke University Medical Center. Egli, già in passato, era venuto a conoscenza dell'azione estrogenica di un altro vegetale dall'umanità molto amato, la pianta di marijuana, la quale, oltre ad alterare l'umore e la percezione creando nel fumatore di canne un senso di rilassatezza e disinibizione, agisce sul cervello anche in altro modo, sopprimendo l'ormone luteinizzante, un ormone che dà il via alla produzione di testosterone da parte dei testicoli, riducendone la capacità di sintesi dell'ormone maschile, e nelle femmine all'ovulazione, rendendo entrambi meno fecondi, se non del tutto sterili. La ricerca scientifica ha, infatti, evidenziato quanto la pianta di marijuana femminilizzi i fumatori che ne abusano pesantemente.

Ma il fuoco difensivo di tanti fitoestrogeni nell'alimentazione può costituire un rischio per la salute e, in particolare per lo sviluppo infantile?

Il potenziale rischio è da sempre ammortizzato dall'estrema varietà della dieta umana e dalla presenza minima di fitoestrogeni in molti dei vegetali: si tratta fortunatamente di pochi microgrammi per etto ingerito. Inoltre, il nostro organismo ha sviluppato nel corso dei millenni delle difese rispetto agli estrogeni presenti nelle piante. Quelli che dai fitoestrogeni sono stati resi infertili sono stati espulsi dall'evoluzione e il corpo di coloro che da sempre sono sottoposti alla loro azione è in grado di scinderli ed espellerli nel giro di un giorno.

Ben diverso il discorso è per i fitoestrogeni più potenti, come la soia e i prodotti derivati, le cui fonti nella nostra alimentazione si stanno moltiplicando. Gli asiatici, si nutrono di questo vegetale da migliaia di anni e possono aver sviluppato un adattamento che permette loro di usarlo a loro vantaggio. Lo stesso può non valere per noi occidentali: la soia non fa parte della nostra tradizione alimentare e per acquisirne i potenziali benefici può non bastare mangiare un numero sempre maggiore di alimenti a base di soia. Bisogna imparare a conoscerla per evitarne le trappole, superarla in astuzia e mettere al servizio della nostra salute sia i suoi composti ormono-mimici sia i suoi numerosi antiossidanti. 

Leggi la seconda parte: Soia, pericoli e virtù

Per approfondire la differenza fra assunzione dell'alimento e degli integratori alimentari leggete Guida agli integratori alimentari 

Tavola dei prodotti alimentari contenenti fitoestrogeni 

Per approfondire l'azione degli interferenti endocrini, leggete SOS ORMONI, gli interferenti endocrini 

Tutto sugli interferenti endocrini, gli ormoni ambientali di sintesi che in laboratorio rendono Topolino più simile a Topolina, vediamo come e perché.
Maschio in crisi: l'apparato riproduttivo maschile è il bersaglio elettivo dei xenoestrogeni ambientali 

Fonti scientifiche on line

Phytoestrogens - Tulane University http://e.hormone.tulane.edu/learning/phytoestrogens.html

Phytoestrogen and its food sources (levels), www.pkdiet.com/pdf/pld/phytoestrogen.pdf 

Effects of soy protein and isoflavones on thyroid function, Pubmed, March 2006 

Lavender and Tea Tree Oils May Cause Breast Growth in Boys  National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS), National Institutes of Health (NIH)

Fonti bibliografiche

Our Stolen Future, Theo Colborn et al.