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Manifesto della buona alimentazione

Mangiate cibo, non troppo, e solo quello vero!!!

di Patrizia Marani

Le carenze alimentari causate dalla SCARSITA' DI ELEMENTI NUTRITIVI in alimenti importanti come il pane, la pasta e il riso, dovuta ai processi di RAFFINAZIONE sembrano essere coinvolte nell'insorgenza in quest'ultimo secolo di diverse malattie croniche, come l'obesità, il diabete, le malattie cardiache e alcuni tipi di cancro.

CARBOIDRATI RAFFINATI: SCARSITA' NUTRIZIONALE E DIPENDENZA PATOLOGICA I cereali integrali, è noto da tempo, preservano, guarda caso, proprio da queste stesse malattie. Preso atto di ciò, i nutrizionisti si sono, allora, messi alacremente al lavoro per isolare gli elementi nutritivi del miracolo difensivo, scoprendo che nessuno in sé e per sé esercitava l'agognata protezione. E' il cibo nella sua totalità, ovvero la "sinergia" fra i molteplici microelementi, che "protegge dalla morte", perché "un alimento è molto di più della somma dei suoi componenti".

Ahi, ahi, queste scoperte della scienza della nutrizione non piacciono affatto all'industria alimentare che ha macinato soldi proprio inondando il cervello umano di ciò che più agogna: il glucosio. I carboidrati RAFFINATI, sono, infatti, "ridotti alla loro essenza energetica, quella di glucosio puro", una sostanza che la ricerca scientifica sta dimostrandi essere in grado di procurare dipendenza patologica, proprio per gli effetti che esercita sul cervello umano.

Ugualmente, lo zucchero, nella versione raffinata e a basso prezzo è un unicum della storia umana. Questo prodotto ha anch'esso iniziato solo da fine '800 a invadere il mercato e il metabolismo umano, introducendovi una marea di saccarosio e fruttosio. Sino ad allora, questi elementi nutritivi erano stati l'analogo di un vero e proprio oro alimentare, rari quanto questo metallo prezioso. La natura, infatti, li centellinava, mettendoli a disposizione solo al momento della maturazione dei frutti e dei vegetali e l'organismo umano li estraeva gradualmente dalle fibre che li imprigionavano.

Con questo il cerchio si chiude e possiamo comprendere, infine, quello che appare come un ossimoro del nostro tempo, quello della persona obesa e malnutrita che abbiamo descritto nel precedente articolo "Dieta e malattie della civiltà"(il numero degli obesi malnutriti supererebbe coloro che sono denutriti!). Se la maggioranza delle calorie di una dieta occidentale tipica proviene da zuccheri e carboidrati raffinati che, abbiamo visto, forniscono praticamente energia pura priva di elementi nutritivi, i restanti alimenti introdotti dovrebbero essere supernutrienti per controbilanciare la carenza iniziale. Purtroppo, sono al contrario, anch'essi scarsamente nutritivi. Vediamo perché.

Zucche coltivate anticamente

IMPOVERIMENTO DEGLI ALIMENTI

Verdura e frutta sono a loro volta carenti, in quanto coltivate con metodi industriali su terreni depauperati dei loro più preziosi elementi nutritivi. Come è avvenuto per gli alimenti in generale, l'agricoltura industriale ha adottato i metodi riduzionisti della scienza alimentare, riconducendo la fertilità del terreno a tre macronutrienti principali - fosforo, potassio e azoto – apportati per mezzo dei fertilizzanti chimici. Ma la salubrità di un terreno naturale è frutto di una biochimica estremamente complessa.. In un terreno "semplificato" i raccolti, oltre a divenire più fragili di fronte agli attacchi dei parassiti, sono evidentemente meno nutrienti.

Infine, la perdita di elementi nutritivi è andata di pari passo con la perdita di biodiversità alimentare: le specie scampate alla selezione dell'agricoltura industriale sono solo una manciata, quelle a più alta resa. Nell'ultimo secolo, migliaia di piante e di razze animali non sono più state coltivate o allevate, a favore di quattro soli raccolti – grano, mais, soya, riso (naturalmente raffinati) - campioni della trasformazione di luce, acqua e fertilizzanti chimici in energia pura che apportano circa 2/3 delle calorie presenti nella dieta occidentale.

Non saper nutrirsiI CARBOIDRATI RAFFINATI CONTRIBUIREBBERO DUNQUE IN QUATTRO MODI ALL'OBESITA':

uno, perché ogni unità di cibo raffinato apporta più calorie di una dose identica di cibo integrale;

due, perché è proprio la parte asportata, la fibra, che ci fa sentire sazi facendoci smettere di mangiare (le fibre rimosse, tuttavia, sono prontamente trasformate in un nuovo prodotto, pillole che inducono sazietà e commercializzate come dimagranti ....);

tre, il crollo dei livelli d'insulina a seguito del precedente picco causato da zucchero e carboidrati raffinati ci fa provare nuovamente lo stimolo della fame poco dopo aver mangiato;

quattro, le poche calorie rimanenti sono apportate alla nostra dieta da alimenti impoveriti, scarsamente nutritivi. Un'affascinante teoria imputa proprio alle carenze generate dall'impoverimento del cibo di cui ci nutriamo il mangiare compulsivo che conduce all'obesità. Il corpo manderebbe al cervello richieste di elementi nutritivi senza che il cibo introdotto possa mai soddisfarle in un processo che diviene senza fine. Il cerchio è chiuso.

Questo è vero cibo

IL MANIFESTO: FUGA DALLA DIETA OCCIDENTALE

Il manifesto della buona alimentazione è riassumibile, secondo l'autore, in tre frasi epigrammatiche: mangiate cibo, non troppo e, soprattutto, piante.

MANGIATE CIBO  Ma che cosa è cibo per Pollan? Secondo l'autore, degni di questo nome sono solo una minoranza di alimenti in commercio: quelli freschi o stagionati naturalmente, derivanti da coltivazioni biologiche o coltivazioni equivalenti di grande qualità e, ovviamente, non raffinati attraverso trattamenti industriali elaborati. Ma come riconoscere il "cibo" dal cibo finto o "simil-cibo" industriale?

Innanzi tutto, dal tipo di confezione: imballaggi elaborati, scatole, domopak sono tutti indicatori di simil-cibo. Inoltre, più la lista d'ingredienti sulle etichette s'allunga di nome strani e impronunciabili, peggio è: coloranti, conservanti, emulsionanti, oli dagl'ingannevoli nomi naturali, ma sintetici, perché chimicamente idrogenati, ecc.

Un altro connotato che contraddistingue il cibo è che l'alimento deve essere riconoscibile dalla vostra bisnonna che, idealmente, sarà al vostro fianco come un angelo custode mentre vi aggirate per negozi e supermercati. Acquisterebbe mai, ad esempio, delle fette di pane racchiuse in sacchetti di plastica più simili, alla prova del tatto e del gusto, a chewing gum che al pane?

manifesto buona alimentazione mercatini 3

Stringi la mano di chi ti nutre  Inoltre, per Pollan, il luogo principe in cui trovare cibo (e non simil-cibo) è il Farmers' market, il mercato degli agricoltori, che garantisce un numero minimo di passaggi degli alimenti dal campo o dalla stalla al consumatore e, quindi, una loro maggior freschezza (che si traduce in potere nutritivo).

NON TROPPO: E' senza dubbio questo il consiglio alimentare più indigesto da parte del Nostro. E' ormai comprovato che la sovrabbondanza di calorie disponibili a basso costo ha fatto lievitare le porzioni di cibo nel nostro piatto e gli eccessi alimentari sarebbero uno degli elementi all'origine delle malattie della civiltà, ma come invertire la rotta?
Secondo Pollan, se la disponibilità di alimenti a basso costo ci ha fatto mangiare di più, può, a suo avviso, funzionare anche in senso contrario. Investire più denaro nell'alimentazione - altra raccomandazione non meno indigesta - ci farà mangiare meno, oltre che mangiare meglio. In media si spende da meno del 10% (USA!) al 17-18% dello stipendio nei prodotti alimentari e il restante dove va?

Ma l' alimentazione è = a vita, vale la pena dedicare le nostre risorse per ottenere la massima qualità. Inoltre, mangiare meno spendendo di più per cibo prodotto attraverso metodi di coltivazione o allevamento non intensivi e rispettosi dell'ambiente farà bene non solo alla nostra salute, ma anche a quella dell'ambiente e degli agricoltori e allevatori stessi.
Meglio se in compagnia Come se non bastasse, è preferibile mangiare le nostre piccole porzioni a tavola – no, la scrivania non è una tavola – e in compagnia. Condividere il momento dei pasti allungando il tempo dedicato ad essi approfondisce il piacere di consumare il cibo, ci mette in contatto con il nostro corpo, consentendoci di avvertirne i segni, ad esempio, quello di sazietà, minimizzando la quantità ingerita. Così facendo si ottiene il massimo piacere da un numero minimo di calorie.
Mangiare poco è di per sé un elisir di lunga vita che, in più, rallenta l'invecchiamento. Una dieta ipocalorica "spegne la produzione di radicali liberi, argina i processi d'infiammazione e riduce il rischio di contrarre una delle malattie della civiltà".
Pollan conclude con un altro consiglio indigesto: dedicate tempo alla preparazione del cibo. L'acquisto di alimenti pronti o precotti, fa sì che si mangi di più. Inoltre, c'è il rischio che appartengano alla categoria del non cibo, dato che le modalità di preparazione e gli ingredienti usati possono essere di bassa qualità.

manifesto buona alimentazione mercatini 2

SOPRATTUTTO PIANTE  All'origine della dieta occidentale e delle malattie croniche che ne derivano vi è, secondo l'autore, un cambiamento di paradigma: da una catena alimentare che ha alla propria base vegetali e carne di animali erbivori ad una fondata sui cereali. Dalle piante ai semi, recita il mantra pollaniano. Tale cambiamento ha comportato una trasformazione dei principali elementi nutritivi della nostra dieta. A prova di ciò, i vegetariani non svilupperebbero le malattie croniche tipiche dell'occidente, né lo farebbero i flexitariani, vale a dire, le persone che consumano essenzialmente vegetali, non disdegnando qualche porzione di carne o pesce.

Un altro slogan da ricordare è, infatti: sei ciò di cui si nutre ciò di cui ti nutri. Se gli animali di cui ci nutriamo si nutrono di cereali, per di più poco nutrienti, la loro carne, il loro latte o le loro uova saranno poco sostanziosi e pieni di acidi grassi omega-6, anziché omega-3. Quest'ultimi erano, al contrario, prevalenti quando gli animali brucavano erba. Si tratta di una differenza non da poco, in quanto sta emergendo che gli omega-3 sono estremamente benefici per la nostra salute, mentre gli omega 6 contribuirebbero alla formazione degli stati infiammatori tipici delle malattie della civiltà. Vi è nella dieta attuale consumata in occidente un considerevole squilibrio a favore degli omega-6.

Mangia selvatico Crediti Jason Sturner 72

Per questo, le verdure e la frutta – ricche di omega-3 - non devono più fare da contorno o dessert, ma divenire il piatto principale "guarnito" da carne (di pesce, di animali allevati al pascolo o selvatici) e cereali integrali, ricchi di omega-3. La gamma di specie vegetali presenti nella nostra dieta, per coprire i nostri bisogni di micronutrienti, deve essere quanto più ampia e includere le qualità selvatiche, che abbondano d'elementi nutritivi.

Le piante selvatiche, similmente a quelle delle coltivazioni biologiche, sono, infatti, piante robuste, frutto di una lunga selezione naturale, abituate a difendersi dagli attacchi d'insetti e parassiti e piene, di conseguenza, di preziosi (per noi) polifenoli, le sostanze difensive che le piante emettono in risposta ad un attacco esterno.

Leggete il blog dell'autrice "Che direbbe mai Caravaggio se visitasse un supermercato odierno...?", sulla differenza d'aspetto e nutritiva fra alimenti biologici e alimenti da agricoltura tradizionale 

Leggete la prima parte, Dieta e malattie della civiltà

Per approfondire il tema dei danni causati da pane e pasta raffinati guardate il video: Biopane, da sostanza tossica ad alimento

Leggete Il prezzo del Bio: più alta è la resa di un terreno più bassa è la qualità degli alimenti. Tutti i perché della diminuzione di qualità nutritiva di verdura e frutta

Leggete sul blog di Patrizia, il cittadino al centro dell'azione politica: l'iniziativa di coltivazione biodinamica in un parco cittadino

Guarda il video Tutta la verità sull'ASPARTAME

FONTE BIBLIOGRAFICA:

"In difesa del cibo" di Michael Pollan

FONTE WEB

Refined food addiction: a classic substance use disorder